Pubblicazione scientifica: opinione italiana sul trattamento dell’artrosi dell’anca con infiltrazione di acido ialuronico

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

OrthopaedicsVisco

Can viscosupplementation be used in the hip? An Italian perspective.
Rivera F.
Orthopedics. 2014 Jan;37(1):48-55

 

 

Pubblicazione scientifica che riassume i vantaggi e gli svantaggi del trattamento dell’artrosi dell’anca con l’acido ialuronico intrarticolare.

Riassunto
L’aumento dell’età media della popolazione spinge la ricerca verso nuove soluzioni per il controllo del dolore artrosico. L’infiltrazione di acido ialuronico nell’anca artrosica è una tecnica più recente rispetto alla viscosupplementazione del ginocchio. Uno dei motivi è sicuramente la maggior difficoltà tecnica dell’infiltrazione dell’anca che richiede un ausilio fluoroscopico o ecografico. Uno stimolo verso una maggiore diffusione dell’infiltrazione dell’anca è stato sicuramente l’introduzione nella pratica terapeutica di acidi ialuronici ad elevato peso molecolare che consentono la monosomministrazione. Una sola infiltrazione diminuisce il disconfort del paziente dovuto alla procedura e permette la cura di più pazienti da parte di un solo Centro. La scelta dell’ausilio radiologico per l’infiltrazione è operatore-dipendente.
Le attuali difficoltà nella pratica infiltrativa sono rappresentate dalla scelta del preparato da somministrare, sul numero di somministrazioni da eseguire, sulla scelta del paziente. Se la letteratura ha inequivocabilmente dimostrato, infatti, la possibilità della diminuzione della sintomatologia dolorosa in pazienti affetti da coxartrosi dopo infiltrazione, non esiste chiarezza sul peso molecolare e densità del preparato da utilizzare a seconda del grado artrosico, sul numero di infiltrazioni necessarie ad avere risultati a lungo termine, ma soprattutto sulle più appropriate indicazioni alla terapia infiltrativa.
La selezione del paziente rappresenta il primo ostacolo da superare, i criteri radiografici di rima articolare almeno parzialmente conservata (Tönnis grado II e III) e clinici di coxalgia persistente ed articolarità completa, sembrano essere sufficientemente selettivi ed in grado di fornire risultati clinici a distanza confortanti.
I dubbi riguardo le caratteristiche del preparato da infiltrare ed il numero di infiltrazioni da praticare per ottenere il miglior risultato clinico rimangono irrisolti; occorrono per questo nuovi studi prospettici su popolazioni ampie.

L’articolo è visualizzabile cliccando:
http://www.healio.com/orthopedics/journals/ortho/%7Be968acfa-368a-44f7-913f-65b9a3a0395e%7D/can-viscosupplementation-be-used-in-the-hip-an-italian-perspective.pdf

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Pubblicato in Congressi ed Attività Scientifica
8 comments on “Pubblicazione scientifica: opinione italiana sul trattamento dell’artrosi dell’anca con infiltrazione di acido ialuronico
  1. Michela ha detto:

    Salve la ringrazio per la risposta per il casp della bimba di Cinque anni
    Pensa quindi che alla rimozione del gesso basti farla ricominciare nuoto senza una mirata fisioterapia?
    E le chiedo di nuovo potrebbe esserci una differenza degli arti anche avendo toccato la diafisi?la ringrazio di nuovo

  2. FRAncesco PRENCIPE ha detto:

    BUONGIORNO.
    SOTTOPOSTO A RMC CAVIGLIA PIEDE SX CON IL SEGUETE ESITO:
    “alterazione del segnale a provenienza dal midollo osseo endo spugnoso del mortaio tibiale caratterizzata da iper intensità T2,ben enfatizzata nella sequenza con tecnica di sopressione del grasso,bone bruise,.In corrispondezadel malleolo tibiale posteriore, riconoscibile stria ipo intensa in tutte le sequeze in in sede sub condrale, attribuibile a micro frattura trabecolare, in via di consolidamento. versamento endo articolare in sede tibio astragalica”
    GRadirei un Suo cortese parere in merito,e,se posso riprendere il nuoto.
    questo esame è stato effettuato dopo circa due mesi dall’accaduto.
    ancora grazie e complimenti per il sito.
    cordialmente

  3. maria ha detto:

    Buonasera Dottore.Sono una donna di 50 anni che da mesi convive con un dolore che tuttora non riesco a risolvere.Dopo vari consulti ortopedici ho eseguito una RMN con il seguente referto:Piccola area di edema spongioso lungo il profilo anteriore dell’epifisi femorale sx di 8mm con piccola irregolarita corticale,compatibile con aspetti di inpingement femoro acetabolare.Non segni significativi di versamento intraarticoare a carico delle articolazioni coxofemorali con sottile falda fluida intraarticolare in sede declive,Regolare la morfologia dell’ileopsoas.Non distensioni delle borse.Conservati i rapporti coxofemorali a carico dell’anca sinistra con spazio interarticolare conservato.Il labbro acetabolare appare normo strutturato.Non si apprezzano segni riferibili a cisti paralabiali Utile controllo evolutivo. Premetto che prima di eseguire la Rmn sono stata visitata da 2 ortopedici che mi hanno diagnosticato una borsite (?) ,non le sto a raccontare quello che ho subito,dolori per 48 dopo un’infiltrazione alla cieca eseguita dal secondo ortopedico e senza risoluzione del problema.Il terzo ortopedico ha visionato la Rmn e mi ha detto che non c’e niente da preoccuparsi,(Lei è dello stesso parere?) e mi ha diagnosticato una sacroileite ,ho eseguito 3 infiltrazioni sempre alla cieca con cortisone e ancora non ho risolto il problema.La sacroileite e stata confermata dalla scintigrafia ossea che dimostra una discreta ipercaptazione del tracciante a carico dell’articolazione sacro-iliaca sx benigna flogistico-degenerativa.Ho eseguito dei esami di sangue per escludere una patologia reumatologica sono tutti negativi. Le scrivo perchè non so più a chi rivolgermi per questi dolori ai glutei tipo spilli fitte formicolio che avevo anche prima di tutte queste diagnosi.Mi chiedo come mai con la Rmn non si è vista l’infiammazione della sacroiliaca.Le chiedo se è necessario un ricovero per indagare meglio?e se è necessario a chi dovrei rivolgermi,dato che finora ho pagato tutti gli accertamenti di tasaca mia e al Ps quando sono andata mi hanno mandata a casa dopo una iniezione con Toradol e mi hanno prescritto la Rmn soltanto.Mi chiedo se è normale per un cittadino che paga le tasse e giovane e dovrebbe tornare a lavorare. Vorrei ritornare a lavorare e a fare la vita di prima sono a casa da 5 mesi ,e ancora non ho risolto il problema.Le chiedo anche se secondo Lei potrebbe essere un’infiammazione dello sciatico dovuta alla sacroileite? In attesa di una Sua risposta ,grazie mille.Cordiali saluti.

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buonasera,
      l’infiltrazione non era alla cieca se era per una borsite trocanterica, nel caso non serve la guida ecografica. La sacroileite ha una sintomatologia precisa. Ora potrebbe essere una sciatalgia effettivamente.
      Cordiali Saluti

  4. maria ha detto:

    Buonasera Dottore,grazie mille per la risposta.Infatti sono stata ricoverata ulteriormente e mi è stata diagnosticata una lombosciatalgia resistente alle terapie, da ernia L5-S1.Vorrei chiederlecome ultima domanda i sintomi della sacroileite quali sono?Grazie ancora Dottore e cordiali saluti.