Le lesioni del labbro acetabolare

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L’articolazione dell’anca è costituita dalla testa femorale e dall’acetabolo che costituiscono un giunto sferico libero di ruotare all’interno di una cavità che la contiene. In realtà la cavità (l’actetabolo) contiene la sfera (la testa femorale) solo parzialmente. Il labbro acetabolare contorna l’acetabolo per tutta la sua circonferenza con lo scopo di aumentare la superficie di “contenimento” della testa femorale.

Il labbro acetabolare oltre alla funzione di contenimento e quindi di stabilizzazione della testa femorale, provvede a diminuire i carichi sostenuti dalla cartilagine che riveste l’acetabolo ma soprattutto protegge la testa femorale ammortizzando il contatto osso-osso lungo tutto il bordo della cavità acetabolare. Il labbro, come il menisco del ginocchio, possiede vascolarizzazione ed innervazione propria, ragione per cui le lesioni sono sintomatiche ma si possono riparare.

Le cause della lesione possono essere un conflitto femoro-acetabolare, in cui il labbro rimane “pizzicato” tra la testa del femore e l’acetabolo, o un cotile poco profondo in cui il labbro acetabolare è sottoposto a carichi ammortizzanti eccessivi come avviene nella displasia. Ulteriore causa può essere un trauma ripetuto in un’anca non patologica, come può avvenire nella pratica di sport di contatto (arti marziali, rugby) o sport che comportino elevate sollecitazioni per l’articolazione (calcio, tennis,…).

Per questi motivi il labbro può andare incontro ad assottigliamento, slaminamento, rottura o distacco dal bordo dell’acetabolo.

I SINTOMI

Il sintomo principale è il dolore inguinale (coxalgia) che nella maggior parte dei casi si manifesta durante l’attività fisica o gli sforzi. Talvolta il dolore può essere irradiato in regione glutea. Il dolore può essere evocato in flessione e rotazione dell’anca, movimenti che creano pressione sul labbro.

Meno frequentemente il dolore è accompagnato da uno scatto. Infatti, il labbro disinserito può introflettersi ed estroflettersi bruscamente durante i movimenti della testa femorale. In questo caso si creano le condizioni di un’anca a scatto interna.

La zoppia di fuga può comparire in fase acuta, episodi di blocco articolare sono estremamente rari.

GLI ESAMI

La diagnosi di lesione del labbro acetabolare è possibile con un attento esame clinico del paziente accompagnato da indagini radiologiche.

Una radiografia non è utile per evidenziare lesioni del labbro ma può rivelare una displasia dell’articolazione o segni di conflitto femoro-acetabolare.

La risonanza magnetica con mezzo di contrasto, ovvero con iniezione di liquido radiopaco nell’articolazione, rende riconoscibile un distacco o una rottura del labbro acetabolare.

LA TERAPIA 

L’artroscopia dell’anca è in grado di confermare la diagnosi di lesione del labbro e provvedere alla sua reinserzione al bordo acetabolare o alla regolarizzazione della lesione qualora questa non sia riparabile, al fine di eliminare la sintomatologia dolorosa. Durante l’artroscopia occorre inoltre correggere eventuali cause di conflitto-femoro-acetabolare

BIBLIOGRAFIA

  1. Arthroscopy for labral tears in patients with developmental displasia of the hip: a cautionary note. Parvizi J, Bican O, Bender B, Mortazavi SM, Purtill JJ. J Arthroplasty 24 (6)), 110-113, 2009.
  2. Arthroscopic debridement versus refixation of the acetabular labrum associated with femoroacetabular impingement. Larson CM, Giveans MR. Arthroscopy 25 (4): 369-376, 2009
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14 comments on “Le lesioni del labbro acetabolare
  1. Giovanni ha detto:

    Buon giorno,
    le sottopongo gli esiti esiti di artro RM all’anca destra
    Regolare l’antiversione dell’acetabolo.
    Piccoli osteofiti sporgono dal contorno superiore della testa femorale.
    Nella sequenza in coronale la testa femorale presenta iniziale deformazione a “manico di pistola”.
    L’acetabolo copre la testa femorale in modo regolare.
    Il ciglio cartilagineo o labrum appare ampiamente degenerato e frammentato in corrispondenza del quadrante antero-posteriore e postero-superiore dell’acetabolo.
    Non si rilevano immagini riferibili a difetti condrali della cartilagine actabolare e femorale.
    Le chiedo cortesemente se secondo lei il problema è risolvibile con artroscopia o il grado di denerazione è troppo elevato e se comunque in futuro con tale quadro dovrò sottopormi a protesi.

    Grazie e buona giornata.

  2. Adamo Cecilia ha detto:

    Gent.mo Dott.re,
    sono una donna di 63 anni, dopo alcuni mesi di attività aerobica in palestra, ho accusato improvvisamente bruciori ai glutei e successivamente, da circa due mesi, dolore all’inguine anca sn. A seguito di visita ortopedica e dopo aver eseguito lastra e RM (senza contrasto?), la diagnosi è stata di “sinovite coxofemorale sn in iniziale impingement femoro acetabolare” Dopo aver effettuato la cura prescritta (10 Tecar, ionoforesi, Seractil 400, impacchi di ghiaccio) ancora non ho avuti grandi risultati. Le riporto gli esiti della RX e RM .
    RX BACINO PER ANCHE
    L’esame radiografico del bacino è stato eseguito anche per lo studio delle anche con proiezioni assiali.Iniziali segni di coxartrosi con lieve ipertrofia dei cigli cotiloidei che presentano aspetto ipercoprente. Lieve irregolarità della porzione articolare medio-superiore della sinfisi pubica. Modicamente sclerotiche le sincondrosi sacro-iliache. Non evidenti lesioni focali ossee a carattere evolutivo. Presenza di minute calcificazioni proiettivamente nello scavo pelvico in sede mediana e laterale sinistra. Iniziale rarefazione del tono calcico.
    RM ANCA SINISTRA
    Eseguite scansioni nei tre piani ortogonali con tecniche standard e con tecniche di saturazione del grasso (GE-STIR) pesate in T1, T2 ed in T2*Fenomeni di coxartrosi con lieve riduzione della rima articolare e minima falda fluida endoarticolare reattiva. Conservata la morfologia della testa femorale, in particolare il profilo di carico. Con significative alterazioni di segnale nel tratto femorale visualizzato. In particolare non alterazioni di segnale di aspetto distrofico od ischemico. Consensuali note degenerativi al ciglio acetabolare ed alle componenti capsulo-legamentose coxofemorali. Note di sofferenza tendinea inserzionale al grande trocantere senza segni RM di borsite essudativa in tale sede, Non lesioni a carico dei ventri muscolari visualizzati. Conservati i piani fasciali.
    Mi farebbe molto piacere un suo parere in merito alla diagnosi sopra riportata e se c’è ancora una cura da poter fare prima di decidere di intervenire in forma antroscopica. Nel ringraziare anticipatamente per l’attenzione, porgo un cordiale saluto.

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buongiorno,
      la presenza di iniziale coxartrosi esclude la possibilità di un trattamento artroscopico. Una possibilità potrebbe essere la terapia infiltrativa con acido ialuronico.
      Cordiali Saluti

  3. Roberto Caruso ha detto:

    Buongiorno dottor Rivera, mi chiamo Roberto Caruso ho 56 anni è quasi un anno che soffro di dolori all’anca soprattutto a destra. Ho praticato fino a qualche mese fa la corsa che ho interrotto per una fascite plantare. il dolore all’anca si manifesta soprattutto quando mi piego in avanti o mi siedo sui talloni. ho fatto la risonanza magnetica e questo è il referto.

    Condromalacia coxo-femorale bilaterale di terzo grado con fenomeni degenerativi del cercine
    acetabolare bilateralmente e discreta sinovite articolare.
    Si associa fissurazione con distacco del cercine acetabolare a destra nel versante anterolaterale
    con associata cisti para labrale che si sviluppa cranialmente al cotile acetabolare.
    Non si rilevano alterazioni di segnale a carico dei capi articolari esaminati.
    Normale la sinfisi pubica e le sincondrosi sacro-iliache.
    Normali le strutture muscolari del cingolo pelvico.
    Mi farebbe piacere un suo parere e un consiglio sullo sport che posso praticare senza aggravare la mia situazione.
    Cordiali saluti

  4. ROBERTO ha detto:

    Buongiorno, a seguito di un continuo dolore al gluteo destro zona anca, premetto anche di una famigliarita’ per patologia degenerativa anca, ho eseguito una radigrafia con il seguente esito:
    – normoconformata la testa femorale
    -appuntimento del ciglio cotiloideo
    – lieve addensamento del tetto acetabolare
    nei limiti l’ ampiezza dello spazio articolare coxofemorale

    oltre che ha una visita ortopedica cosa mi consiglia di fare
    -attivita’ sportiva … se si quale ?

    grazie
    cordiali saluti

  5. gianni ha detto:

    buongiorno

    Ho 52 anni 70 chili, attivita sportiva sempre sostenuta . Ho subito trauma distorsivo con rottura a manico di secchio menisco mediale dx . Riscontrato leggero varismo da verificare con telerx. La mia domanda è dato che devo eseguire artroscopia per meniscectomia selettiva, se è valutabile l opzione scaffold meniscale alla mia età, e se da praticare, qualora l opzione scaffold non fosse percorribile , l osteotomia correttiva già prima della comparsa di sintomi artrosici nel comparto mediale o a distanza di tempo dalla meniscectomia
    Grazie cordialmente

  6. Paola ha detto:

    Dottore mi presento e chiedo un parere in via del tutto ufficiosa anche a Lei. Paola, 41 enne sovrappeso da sempre. Negli ultimi due anni scesa quasi 18 kg, con dieta e movimento. Marzo scorso dolore inguinale dx che porta a artro rmn con contrasto anca. Conflitto femoro acetabolare tipo pincer con lesione del labbro acetabolare. Fatti cicli con arcoxia… Sto facendo tecar terapia…. Ciclo di infiltrazioni di acido ialuronico ecoguidate e dieta per buttar giu piu peso possibile. Sarei in lista per settembre ottobre x artroscopia anca ma chiedo spassionatamente anche a lei un parere sulla reale possibilita’ di evitarla. Passati circa due mesi oltre al dolore sordo sempre presente, la limitazione articolare mi pesa notevolmente data la vita attivia che svolgo ( lavoro, mamma ecc….). Ci sara’ possibilita’? Ora son in procinto di fare la seconda infiltrazione… La ringrazio qualora volesse darmi un suo parere professionale. Saluti

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