L’artroscopia d’anca

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

L’artroscopia è una tecnica chirurgica che permette la visione diretta dell’articolazione mediante una telecamera introdotta attraverso una piccola incisione. E’ una tecnica chirurgica nota da tempo e usata inizialmente per la diagnosi e la cura di alcune patologie del ginocchio; e’ vantaggiosa perché riduce le dimensioni dell’accesso chirurgico e dell’estensione del danno ai tessuti circostanti rispetto alle tecniche tradizionali.  Oltre alla diminuzione del dolore post-operatorio, permette un notevole accorciamento dei tempi di recupero. Più recentemente, grazie alla costante evoluzione degli strumentari e delle tecniche, anche altre articolazioni sono divenute campo d’applicazione di questa metodica e fra queste l’anca. L’artroscopia dell’anca è tecnicamente molto più complessa di quella del ginocchio. L’anca è infatti un’articolazione situata in profondità rispetto al piano della cute, ricoperta in ogni versante da imponenti masse muscolari. Inoltre, l’articolazione dell’anca è molto più serrata rispetto al ginocchio, difficilmente distendibile anche mediante l’introduzione di liquidi (infatti, per aumentare le dimensioni dello spazio da visualizzare, normalmente si inietta una soluzione fisiologica nell’articolazione). Per questo motivo e’ difficoltoso introdurvi strumenti anche di piccole dimensioni, per esplorarla e per eseguire manovre chirurgiche. Con la progressiva risoluzione di queste problematiche l’artroscopia dell’anca e’ divenuta una realtà, almeno in alcuni centri specializzati.

INDICAZIONI

L’utilizzo dell’artroscopia nell’anca è limitato attualmente ad un numero limitato di patologie. Può essere utilizzata in primo luogo per scopi diagnostici, nei casi in cui una sintomatologia dolorosa non e’ giustificata da evidenti lesioni degenerative (per esempio l’artrosi) o infiammatorie (l’artrite, ovviamente). Nel corso di un’esplorazione artroscopica dell’anca è anche possibile eseguire prelievi di piccoli frammenti di tessuto per effettuare un esame istologico (biopsia). In caso di presenza di corpi mobili nell’articolazione è possibile procedere alla loro rimozione. La diretta visualizzazione delle lesioni del labbro acetabolare, insieme a più specifiche indagini radiologiche, ha permesso di chiarire la loro diretta correlazione con specifiche sintomatologie dolorose. L’artroscopia ha migliorato la diagnosi di questa patologia, consentendo di identificarla, ed evidenziando come sia più frequente di quanto sospettato.  Ulteriore progresso consentito da questa tecnica è stata la possibilità di trattare con approccio mini-invasivo le diverse forme di conflitto femoro-acetabolare: attraverso le stesse mini-incisioni è possibile infatti correggere le protrusioni ossee sia sul versante acetabolare che in corrispondenza del collo e della testa del femore. Enorme vantaggio della metodica è ovviamente la possibilità di compiere gesti chirurgici evitando l’aperture della capsula (artrotomia) e la lussazione della testa del femore. L’artroscopia può infine essere utilizzata nell’asportazione della borsa trocanterica in caso di borsite trocanterica, nella detensione del tendine ileopsoas in caso di anca a scatto interna o nella detenzione della fascia lata in caso di anca a scatto esterna.

RISULTATI

Forse più che in altre metodiche chirurgiche, il successo è strettamente dipendente da una giusta diagnosi pre-operatoria, dalla corretta esecuzione e dal grado di degenerazione artrosica delle superfici articolari. Spesso il grado di degenerazione può essere determinato solo intraoperatoriamente. E’ comunque una chirurgia ben tollerata dal paziente, che comporta un lieve dolore post-operatorio e veloce ritorno alle normali attività. Come ogni intervento comporta il rischio, seppur estremamente raro, di complicanze (lesioni cutanee da trazione, stiramenti dei nervi da trazione, rottura strumenti,..)

BIBLIOGRAFIA

  1. Flanum ME, Keene JS, Blankenbaker DG, DeSmet AA. Arthroscopic treatment of the painful “internal” snapping hip. Am J Sport Med 35: 770-778, 2007
  2. Ilizaliturri VM, Chaidez C, Villegas P, Briseno A, Camacho-Galindo J. Prospective randomized study of 2 different techniques for endoscopic iliopsoas tendon release in the treatment of internal snapping hip syndrome.  Arthroscopy 25, 2: 159-163, 2009
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn
Pubblicato in Patologie dell'anca Taggato con: , , , , , , , , , ,
13 comments on “L’artroscopia d’anca
  1. Augusto ha detto:

    Buongiorno dopo che per qualche giorno mia mamma accusava forti dolori alla gamba sx siamo andati al pronto soccorso dove gli è stata riscontrata una sospetta infrazione della branca ileo pubica di sx.Ci chiedevamo quale comportamento deve tenere in casa e se c’è un qualche rimedio contro il dolore che non accenna a diminuire con il passare dei giorni.Inoltre lei sente forti “scrocchi” provenire dalla zona interessata, volevamo sapere a cosa possono essere dovuti. Grazie e saluti.

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buonasera,
      l’infrazione della branca pubica guarisce con il riposo, il divieto di carico dal lato interessato per alcuni giorni. La sintomatologia è generalmente controllata dai communi analgesici, se persiste consiglio di consultare il medico di famiglia.
      Cordiali Saluti

  2. Augusto ha detto:

    Grazie Dottor Rivera e buona giornata

  3. antonio ha detto:

    mia moglie avendo fatto l’operazione all’anca sinistra dopo un anno si sente un scrocco cosa si puo fare?

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buongiorno, i rumori sono un’evenienza non rara, nella maggior parte dei casi non costituiscono problemi. Consiglio comunque un controllo clinico presso il vostro ortopedico.
      Cordiali saluti

  4. Emanuele ha detto:

    Buon giorno.Le chiedo un consiglio su un’eventuale intervento in artroscopiada in coxartrosi dell’anca… Da circa un anno accuso saltuariamente un dolore a livello inguinale in corrispondenza dell’anca ds.Ho eseguito una radiografia del bacino e delle anche e si evidenzia una condizione di coxartrosi:tetto acetabolare addensato con un becchetto osteofitico nel suo angolo sup e nell’angolo inf.;in parte conservata la rima articolare.
    nell’attesa di una risposta cordialmente
    emanuele lopresti

  5. Giovanni Silvani ha detto:

    Buongiorno,
    di seguito il mio caso.
    “Esito esame radiografico: Protesi totale d’anca bilaterale, entrambe ben popsizionate senza segni di scollamento. Qualche modesta calcificazione in parti molli sopra i grandi trocaderi particolarmente a dx. Regolari le sincondrosi sacro-iliache e la sinfisi pubica.”
    Visita dell’ortopedico:
    “Da tempo irregolarità nella camminata per via dell’arto inf. dx. Nessun incidente.Non accusa dolori alla colonna vertebrale.Nessuna mancanza di sensibilità. Esito dopo endoprotesi dell’anca dx 10 anni fà a sin. sei anni fà.
    Esito dopo endoprotesi della anche, dx 10 anni fà, sin. 6 anni fà.
    Ora calcificazioni periproteiche dx.>sin.
    La irregolarità nel passo è dovuta alla mancanza della rotazione int. dell’anca dx.. Al momento nessuna terapia fin quando non compaiono dolori o limitazione della flessione dell’anca. Altrimenti revisione delle strutture periproteiche.”
    Alla luce di quanto sopra l’ortopedico ha visto nella calcificazione delle parti molli il fatto che io abbia delle difficoltà nell’appoggio del piede a terra.Mi ha parlato di una eventuale nuova operazione per la pulizia della calcificazione. E’ possibile farla in artroscopia?
    Grazie

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buongiorno,
      no, non è possibile farla in artroscopia. Se la causa dell’alterata deambulazione è eesclusivamente il deficit di movimento articolare dell’anca occcorre uno studio approfondito dell’articolazione prima di un intervento chirurgico.
      Cordiali Saluti

  6. Roberto ha detto:

    Salve dottore il 17marzo sono stato operato in artoscopia dal dott XXX, inizialmente dagli esami fatti in precedenza si riscontrava un fissurazione del labbro acetabolare ma dopo aver fatto la visita dal dottor lui mi ha consigliato di intervenire anche perché diceva che anche facendo una buona rmx potevano nascondersi altre cause ed infatti alla fine hanno riscontrato 2lesioni infiammazione e conflitto femore acetabolare ora dovrò fare tre infiltrazioni per preservare ciò che di buono c’è , ora le volevo chiedere a distanza di quasi un mese e normale che abbia gli stessi fastidi per intervento? Però un po’ di miglioramento lo sento! Cosa posso aspettarmi in futuro ho 29 anni e sono sportivo dalla nascita grazie dottore

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buongiorno, lo specialista a cui si è rivolto (cancellato per privacy) è sicuramente tra i più eperti in materia. La lesione riparata in artroscopia deve essere accompagnata dal nutrimento della cartilagine con acido ialuronico, cone sta per fare. I risultati arriveranno.
      Cordiali Saluti

  7. gabriella ha detto:

    Ho la coxartrosi bilaterale più marcata a sinistra ed ho fatto una infiltrazione di acido ialuronico il 25 luglio, ad oggi non ho avuto alcun beneficio. Devo forse farne ancora? Premetto che il mio ortopedico mi aveva detto che nel 40 % dei casi non funziona, perché? Sarà stata fatta male? in effetti ho questo dubbio perché l’infiltrazione non è stata eco-guidata per tutto il tempo fino al controllo del posizionamento del liquido, ma solo all’inizio per stabilire dove infilare l’ago inserito dopo aver posato il manipolo dell’ecografo. Sono molto avvilita, ho 58 anni e prima di un intervento vorrei proprio provarle tutte.
    grazie per una risposta.

    • Fabrizio Rivera ha detto:

      Buongiorno,
      strano che sia mancato il controllo ecografico durante l’introduzione del farmaco. In ogni caso l’infiltrazione ha successo in caso di artrosi in fase iniziale, dipende quindi dallo stadio di avanzamento della malattia artrosica,
      Cordiali Saluti

Rispondi a Augusto Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*